Comuni
Comune di San Clemente
San Clemente : informazioni turistiche
Comune di 5.138 abitanti, appartenente alla provincia di Forlì fino al 1992.
STORIA
Il nome di San Clemente ha origini illustri: esso deriva infatti dal Vescovo di roma che fu terzo successore di San Pietro dall’88 al 97 d.C.
San Clemente viene menzionato per la prima volta nel censimento del 1371 eseguito dal cardinale Anglic de Grimoard per conto della Santa Sede.
Alla fine del XIV secolo, appare come un insediamento dell’entroterra riminese di non trascurabile importanza demografica che gravitava già nell’orbita malatestiana.
Il borgo sorgeva lungo uno dei tanti crinali che collegavano il mare con l’entroterra e da cui facilmente si poteva raggiungere la “strata regalis”, che rappresentava nel medioevo una comoda alternativa alla Flaminia coincidente, approssimativamente, con l’attuale strada statale corianese.
La tradizione attribuisce a Sigismondo Pandolfo Malatesta la costruzione del castello di San Clemente inquadrandola nel generale riassetto delle fortificazioni del Vicariato avvenuto a partire dal 1432.
In assenza, a tutt’oggi, di riscontri storici oggettivi, è più probabile ipotizzare che la costruzione o ricostruzione delle strutture difensive di San Clemente possano datarsi tra l’ultimo decennio del XIV secolo e la prima metà del XV, dato che le cronache locali riferiscono dell’assedio e della mancata conquista del castello da parte dell’esercito della Santa Sede guidato da Niccolò Piccinino.
Nel 1463 il castello passò alla Santa Sede per poi ritornare in mano malatestiana a seguito della vittoria di Roberto Malatesta sulle milizie pontificie nel 1469. Sono gli anni in cui il nuovo Signore di Rimini, rinforzerà le strutture difensive del castello di Coriano e, presumibilmente, quelle di San Clemente. Qui farà costruire due torrioni poligonali muniti di poderose scarpate: uno a Sud Ovest, inglobando una torre quadrangolare più antica, ed un’altro a Sud- Est (ora nascosto dalle case) a difesa della nuova torre portaia realizzata a ridosso della vecchia porta del castello e dotata ora di ponte levatoio.
Nel 1509 Giulio II riconquistò San Clemente ed i territori circostanti per la Santa Sede. Le mura con le loro torri, perduta la loro funzione difensiva furono trasformate in luoghi dove facilmente recuperare laterizi e pietre da costruzione da rivendere poi ai privati sostenendo così le magre entrate pubbliche.
Nella notte del 25 dicembre 1786 un disastroso terremoto devastò il territorio riminese non risparmiando il castello di San Clemente: venne inviato pertanto da Pio VI l’architetto Giuseppe Valadier per redigere una perizia “de’ danni causati ai Castelli del Contado di Rimino ed a loro Annessi”. Un secondo sciame sismico colpì il piccolo capoluogo nel maggio e nell’agosto del 1916 danneggiando l’abitato, la casa comunale e la torre portaia, già sopraelevata nel ‘700 e trasformata in torre civica.
Nell’immediato dopoguerra furono demolite e poi ricostruite parte delle mura mentre i torrioni poligonali tardo quattrocenteschi furono trasformanti in abitazioni.
L’amministrazione comunale a partire dal 2000 ha dato inizio ad una ampia campagna di restauro e valorizzazione del circuito del castello e del suo fossato.
A San Clemente resta un lato della Rocchetta con i suoi torrioncini pentagonali fatta erigere da Sigismondo Pandolgo Malatesta, la cinta del paese risulta ancora conservata in larghe parti come pure lo sono i due torrioni pentagonali. Accanto alla torre quadrangolare a Nord Ovest, adibita agli inizi del secolo scorso a macello, si trova una neviera realizzata presumibilmente dello stesso periodo.
La torre portaia, inoltre, conserva ancora ben visibili gli scassi per l’alloggiamento delle travi del ponte levatoio mentre sulle cortine limitrofe si segnala la presenza ancora dei merli alla ghibellina che coronavano le mura ora inglobati in una sopraelevazione.
Il tempo nel piccolo borgo è segnato su di un antico quadrante in pietra (XVIII sec.) e su di un recente quadrante in ceramica opera dell’artista riminese Giò Urbinati, entrambi collocati in cima alla torre civica.
DA VISITARE
Il centro di San Clemente è in maggior parte racchiuso entro le mura del Castello Malatestiano. La famiglia Malatesta lasciò un’altra testimonianza del suo dominio: la fattoria e Villa fortificata di Castelleale, singolare esempio di architettura medievale. Castellelale venne colpita una prima volta dal terremoto nel dicembre del 1786 e poi nel 1816 ma sarà il passaggio del fronte ad arrecare i danni più ingenti alla fattoria fortificata quattrocentesca. Dopo i cannoneggiamenti dell’agosto del 1945 infatti, crolleranno la torre del castello, parte delle mura e la copertura della Parrocchiale. Attualmente il pittoresco insediamento conserva ancora le eleganti porte quattrocentesche, di recente restaurate dall'Amministrazione comunale, resti delle mura e la dimora del vescovo Leale su cui è ancora visibile una lapide dedicatoria quattrocentesca in pietra d’Istria.
Di epoca ottocentesca è invece la Chiesa parrocchiale del Capoluogo, attribuita (erroneamente) all’architetto Paoletti, composta da una navata ed abbellita da colonne, al suo interno è conservata una tela raffigurante la Sacra Famiglia dipinta da Giovan Battista Costa, artista riminese.
ECONOMIA
San Clemente si presenta come un'attiva cittadina, dalla rinomata produzione agricola, in particolare quella del vino sangiovese (fa parte dell'Associazione "Città del vino) ed artigianale. Nella frazione di Sant'Andrea in Casale è in corso l'insediamento del secondo polo produttivo provinciale per estensione.
.
.
.
.
.
.
Hotel, Agriturismi, Bed and Breakfast, Ristoranti, Pizzerie, prodotti tipici nel comune diSan Clemente
Nessuna Categoria Trovata nel Comune di San Clemente