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Maiolo : Arte, Storia, Cultura, Prodotti Tipici, Dove dormire, Dove mangiare, Cosa fare nella Provincia diRimini.

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Comune di Maiolo

Maiolo : informazioni turistiche

L'attuale borgo di Maiolo, situato sulla media valle del fiume Marecchia, è un comune montano sparso di 854 abitanti, che ha preso il posto, ereditandone il nome, dell'omonimo borgo vicino, distrutto, secondo una leggenda avvolta in un alone di mistero, in una notte di fine maggio del 1700 da una frana rovinosa che tuttora intriga i geologici e gli storici.

STORIA
Fino al 1700, l'antica Maiolo fu un paese popolato e fiorente, sormontato da una poderosa rocca circondata da mura e da torrioni, punto strategico del borgo e dell'intera Val Marecchia. Il 28 maggio del 1700 si abbatté sul paese un diluvio che durò quaranta ore ininterrotte. Racconta una cronaca manoscritta del 1737, conservata nella Biblioteca Gambalunghiana, che la notte seguente «staccossi dal monte il terreno ove era posta questa nostra terra, e rovinò tutto sottosopra, restando solo quattro piccole case verso tramontana, restando sotto le rovine della medesima morti gran parte degli abitanti». Una rovinosa frana spazzò via l'intero paese provocando una sciagura conosciuta in tutto il Montefeltro. Come succedeva in questi casi, si pensò a una punizione divina. Nacque così la leggenda che nella rocca di Maiolo si praticasse il "ballo angelico", profanando la quaresima, periodo di penitenza, castità e digiuno.
Questa pratica si consumava di notte fra canti e risa, conducendo i partecipanti ad uno stato di semicoscienza. In una notte di luna piena, durante una di queste feste erotiche, ai convenuti apparve un angelo che annunciò una terribile punizione se si fossero ripetuti altri balli. Ma vinse la tentazione suscitando fra tuoni e pioggia il castigo dell'ira divina. Un fulmine in particolare fu così potente da spaccare il monte di Maiolo, distruggendo case e palazzi e uccidendo uomini e animali. Dell'antica cittadina oggi rimangono sulla sommità del monte solo due possenti torrioni poligonali, dai quali si domina tutta la vallata del Marecchia, mentre il paese odierno è in una località vicina denominata Serra.
Nell'Italia unita il comune di Maiolo è appartenuto alle Marche (provincia di Pesaro e Urbino) fino al 15 agosto 2009, quando ne è stato distaccato congiuntamente ad altri sei comuni dell'Alta Valmarecchia in attuazione dell'esito di un referendum svolto il 17 e 18 dicembre 2006. Contro la variazione territoriale le Marche hanno proposto ricorso alla Corte istituzionale, ma questa lo ha ritenuto infondato.

DA VISITARE
Oggi Maiolo conserva le sue borgate, le sue vecchie case contadine, le piazzette e non si è lasciato contagiare dalla selvaggia edilizia condominiale. La bellezza sfolgorante dei tramonti, lo sguardo che spazia dal Monte Fumaiolo all'Alpe della Luna, al Monte Carpegna, ai torrioni di San Leo, alle torri di San Marino sino al mare, fanno di Maiolo un punto di osservazione unico del territorio marchigiano e del Montefeltro.
Il complesso monumentale più importante dell’intero territorio comunale è rappresentato dalla Chiesa di S.Maria di Antico, tempio risalente al IX secolo, dedicato alla Beata Vergine delle Grazie. al suo interno si trovano un presbiterio in stile “Brunneleschiano” con 128 rosoni scolpiti l’uno diverso dall’altro, una preziosissima ed unica nel suo genere statua in ceramica invetriata della “Madonna con figlio in braccio” attribuita a Luca della Robbia (1440-1450), tele di Gian Giacomo Pandolfi e di altri pittori marchigiani (restaurati nel 2002), un pila acquasantiera (XV Sec.), un organo a canne (XVI Sec.) e un portale (XV Sec.). Il suddetto complesso è meta di continui pellegrinaggi.
Il Museo del Pane è uno speciale museo diffuso, costituito dal territorio di Maiolo, definito dall'Unione Europea zona "BioItaly" per la sua valenza floristica, dai suoi campi di grano e, soprattutto, dai suoi numerosi forni, più di cinquanta, utilizzati per la cottura del caratteristico pane locale e delle tipicità ad esso collegate. Questi forni, sparsi in maniera uniforme, vengono considerati una preziosa testimonianza di civiltà e un vero e proprio bene culturale per il loro fondamentale ruolo di collante dell'intera borgata. Oggi, purtroppo, non tutti risultano attivi. Alcuni, tuttavia, sono ancora in uso e ritornano perfettamente funzionanti in coincidenza della Festa del Pane.
Le strutture risalgono ai primi decenni del 1800, come testimoniano le pietre con le quali sono costruite, e sono di proprietà della stessa famiglia di agricoltori, pastori e boscaioli da quattro generazioni. Sono costituite dalla camera di cottura, in mattone, mentre il manufatto esterno è fatto di materiale lapideo come il calcare marnoso. Generalmente i forni sono addossati ad una dependance della casa rurale o alla casa stessa, ma possono anche essere completamente isolati, lontani da qualsiasi struttura. Una delle loro principali caratteristiche, è che servivano più nuclei familiari, strettamente imparentati tra loro e riuniti in un agglomerato al quale hanno tramandato addirittura il nome. Il forno è utilizzano da famiglie che vivono nello stesso nucleo rurale e che lo considerano un insostituibile strumento di cottura. All'interno di ciascuna, sono pochi i soggetti capaci di utilizzarlo e che ne conoscono i segreti e le procedure migliori. Ne consegue che il pane prodotto non può essere destinato alla vendita al grande pubblico, ma può soddisfare esclusivamente la domanda interna.
L'attività dei forni aveva in passato importanti implicazioni sociali. La panificazione, infatti, rappresentava un momento di aggregazione insostituibile, un'occasione d'incontro tra i vari nuclei familiari che si servivano nello stesso forno. Ma erano soprattutto i bambini a godere di questo momento, plasmando in forme particolari i filoni. Venivano addirittura prodotti dei biscottini che servivano da paghetta per convincere i bambini a partire per il pascolo.

TRADIZIONI E CURIOSITA'
La città è famosa soprattutto per il suo caratteristico pane, prodotto con farine locali e con metodi tradizionali, al quale viene dedicata a fine giugno un'apposita fiera annuale, la Festa del Pane, durante la quale si possono degustare le specialità della zona accompagnate dal pane appena sfornato. La Festa del Ritorno, è un evento che si tiene ad agosto, volto a far tornare nel comune almeno per un giorno tutte quelle persone che, per ragioni diverse, sono emigrate dal territorio comunale.

ECONOMIA
L’economia del territorio è prevalentemente agricola pur essendoci attività artigianali e turistiche non invasive. Il paese è dotato di strutture sportive, di un’area di soste per caravan (in fase di completamento) di una biblioteca e strutture ricettive.

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