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Gemmano : Arte, Storia, Cultura, Prodotti Tipici, Dove dormire, Dove mangiare, Cosa fare nella Provincia diRimini.

Comuni

Comune di Gemmano

Gemmano : informazioni turistiche

"Gema" in dialetto romagnolo, è un comune di 1.185 abitanti; fu castello conteso ed importante ma del suo insigne passato è rimasto ben poco se non qualche rudere (come ad esempio le antiche mura restaurate di recente).
STORIA

Leggenda vuole che il nome Gemmano derivi da "Gemma in mano". Si narra che un soldato etrusco sia stato ucciso dai romani mentre portava un anello alla fidanzata. Quindi le origini del nome potrebbero derivare dall'epoca romana. Sulle pendici della collina vi sono resti della civiltà romanica ancora non portati alla luce; da reperti e documenti risulta che il luogo fin da allora venisse individuato come "fondo geminum".
Leggenda vuole che Dante Alighieri, dopo aver sostato dal conte Ugolino della Faggiola mentre fuggiva da Firenze per andare a Ravenna, scendendo la valle del Conca, si sia rifugiato nelle grotte carsiche di Onferno (in origine chiamato Inferno) ed alle stesse si sia ispirato per scrivere il cantico.
Il comune appartenne ai Malatesta e quindi allo Stato Pontificio fino all'unità d'Italia. Sulle tre colline che dominano il territorio comunale vennero edificati i castelli di Onferno, Mazzarano, Gemmano, dei quali ancora oggi esistono i ruderi in parte restaurati. Le terre dell'attuale Provincia di Rimini hanno un tratto che le accomuna e le unisce da centinaia di anni, sono il cuore di un'antica regione storica: la Signoria dei Malatesta. Tra Medioevo e Rinascimento la casata dei Malatesta è tra le più importanti d'Italia, una delle grandi famiglie che insieme ai Medici, ai D'Este, ai Gonzaga, ai Borgia, ai Montefeltro e poche altre, ha segnato la storia e la cultura italiana ed europea.
Durante tre secoli, dal 1200 al 1500 nasce e consolida il proprio potere la Signoria dei Malatesta, una signoria che governerà tante città della Romagna e delle Marche e a altre ancora in Toscana e Lombardia, ma che manterrà sempre il suo nucleo più potente, famoso ed agguerrito nelle terre riminesi. Qui la casata ha i suoi più grandi personaggi, primo fra tutti Sigismondo Pandolfo, condottiero divenuto famoso per le sue caratteristiche di coraggio, determinazione e spregiudicatezza, ma anche per aver lasciato segni di straordinario valore artistico che nobilitano la città di Rimini con il Tempio Malatestiano e Castel Sismondo. Qui sorgono le rocche più potenti e i borghi fortificati che da ogni altura dominano ancora oggi il mare adriatico e le colline tra Romagna e Marche. Qui si combattono le grandi battaglie e le continue scaramuccie con i nemici più terribili, i Montefeltro, signori del ducato d'Urbino.
Il tempo della signoria è il tempo dei capolavori che si trovano ancora oggi nei castelli, nelle chiese, nei musei e nelle biblioteche. Affreschi e architetture, ceramiche e sculture che si ammirano nelle città come nei borghi rurali ancora stretti dai muri di cinta che i Malatesta vollero costruire un pò ovunque per formare il solido sistema difensivo del loro piccolo grande impero. I contrasti con il papato, la pressione dei Montefeltro sui confini, le dispute e le divisioni interne alla famiglia portarono agli inizi del 1500 alla fine del potere Malatestiano, le terre e le fortezze passano nelle mani di tanti altri governi come quello dei Borgia e addirittura Venezia, per tornare poi alla Chiesa. Ma la signoria era fatta, l'identità di questi luoghi era completamente permeata dai segni della vicenda malatestiana. Trecento anni di storia avevano trasformato queste terre dell'ultima parte di romagna in una regione storica riconoscibile, fatta di castelli, di paesi dove si viveva bene e ancora oggi la vita ha qualcosa di dolce e appassionato fatta di campagne sorprendentemente selvatiche, di colline dove il mare e i monti sono sempre visibili.
Il territorio gemmanese è stato anche importante campo di battaglia nella Seconda Guerra Mondiale con il passaggio del fronte nel '44 e lo sfondamento della Linea Gotica da parte deglie alleati.
Durante la seconda Guerra Mondiale la Gotenstellung, o Linea Gotica, fu il nome dato dai tedeschi alla linea difensiva realizzata con lo scopo di fermare o almeno rallentare l'avanzata delle truppe alleate verso il nord. Con i suoi 320 km che andavano da Massa Carrara a Pesaro, riuscì nell'intento dividendo di fatto a nord le forze dell'asse, a sud degli Alleati. Era dunque questa la situazione della guerra in Italia, quando assieme ai Tedeschi e alla Linea Gotica arrivò anche il fronte in Valconca e a Gemmano, dove gli attacchi alleati si concentrarono per riuscire a sfondare e penetrare nella pianura padana. La battaglia di Gemmano si svolse tra il 4 settembre e il 15 settembre del 1944. Durante questa battaglia, sviluppatasi in una serie di quattro attacchi delle truppe britanniche contro le postazioni tedesche, il paese di Gemamo venne occupato durante il secondo attacco dal 9 settembre, mentre le altre due azioni successive portarono alla resa delle altre forze della Wehhrmacht nella zona. Nonostante la sua brevità, per la sua cruenza viene ricordata da molti storici come la "Cassino dell'Adriatico".

DA VISITARE
Fra le attrazioni locali spiccano le Grotte di Onferno, un complesso carsico di notevole valore (le uniche naturali della Val Conca), la cui esplorazione scientifica completa risale al 1916. Un Fiumiciattolo sotterraneo ha scavato queste grotte gessose dando luogo a cunicoli, stanze, anfratti che si sviluppano nel sottosuolo per circa 750 metri complessivi. Al pubblico sono aperti circa 400 metri di percorso spettacolare: grandi stanze con le rare conformazioni dei "mammelloni", ampi corridoi segnati dal corso d'acqua sotterraneo e una delle più numerose e varie colonie di pipistrelli che si trovi in Italia.
All'uscita della grotta altri 400 metri di percorso in un ambiente tra acqua, roccia, piccole cavità e splendida vegetazione. Grande suggestione per una visita di circa un'ora con guida e attrezzatura fornita dal Centro Visita. Sopra il promontorio che sovrasta le grotte c'è il borgo di Onferno, un tempo vero e proprio castelletto rurale , oggi recuperato a strutture ricettive e di ristorazione.
Le grotte di Onferno sono collocate nella Riserva Naturale Orientata, un territorio indubbiamente bello e vario che, con un pò d'attenzione consente escursioni e osservazioni naturalistiche e paesaggistiche di ottimo livello favorite anche da una curata segnaletica. Tra i principali itinerari sono indicati il sentiero della Madonna della Pioggia, il sentiero del Faggio e il sentiero botanico. Tanti altri percorsi a piedi, a cavallo e in mountain bike sono possibili con un minimo di conoscenza del territorio. Annesso al centro visite delle grotte, è possibile visitare anche il Museo della Riserva Naturale, ricavato nell'antica Pieve di Santa Colomba; si tratta di un museo naturalistico con finalità espositive e didattiche, in cui vengono illustrate le emergenze che caratterizzano le grotte e la riserva dal punto di vista vegetazionale, faunistico e geologico. E' inoltre presente un giardino botanico.

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